lunedì 19 settembre 2011

Presentazione

“Il teatro moderno comincia il giorno in cui è stata
celebrata la prima messa. Questa cerimonia reli-
giosa è il tipo della rappresentazione scenica ancora
avvolta di mistiche figurazioni che nel suo progressi-
vo cammino, il Teatro si sforzerà sempre di ridurre
per giungere alla maggiore realtà possibile e alla più
sorprendente espressione della vita. Spesso, cercando
di conciliare questi due scopi, il Teatro farà il giorno do-
po il contrario di ciò che avrà fatto il giorno prima. Ma,
nonostante il mutamento dei mezzi, lo scopo resterà
sempre lo stesso”.

G. Bast, Essai sur l’Histoire du Théatre, 1893.


“ In tutti i teatri, dal più umile al più prestigioso, nelle sale e nei palchi, bisogna scrivere la parola ARTE, perché altrimenti bisogna mettervi la parola COMMERCIO o un’altra che non oso dire”.

Federico Garcìa Lorca, Discorso agli attori, Madrid, 1935.


Sul filo di queste espressioni e per il quinto anno consecutivo, la troupe “EventiTeatrali “ ha lavorato per proporre la vita nella sua sonorità mistica e, attraverso la parola e la musica, coglierne la poesia di fondo. La nostra, come molti ben sanno, è una breve rassegna, che, nascendo all’interno di uno spazio cittadino già di per sé molto ricco dal punto di vista teatrale, cerca di coniugare in soli sei spettacoli ricerca e notorietà, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo per qualche spettacolo e selezionato per altri. Quest’anno, la proposta “Eventi” si arricchisce di un nuovo linguaggio: la pittura. Sarebbe stato troppo riduttivo inserire una performance artistica senza un nome, perciò abbiamo voluto battezzarla con la titolazione “ Tavolozza e palcoscenico”, quasi a volere sottolineare la base lignea che sottostà sia ad uno strato di colore, che va man mano trasformandosi in opera d’arte, e sia ad una tavola del palco, che se ben livellata dà all’attore la sicurezza dell’azione scenica. Sei artisti casertani, scelti non a caso tra quelli di una riconosciuta maturità artistica e tra giovani emergenti, esporranno alcune delle loro opere nel foyer del teatro, per rilevare la caratteristica della nostra offerta, che rimane prettamente culturale, ed ancora, il legame profondo che unisce questo linguaggio a quello teatrale.


Anna D’Ambra

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